Lettera di Natale 2025

NATALE 2025

Addis Abeba, 4 dicembre 2025

Carissimi amici e benefattori, come di consueto, colgo l’occasione delle feste di Natale per rendervi partecipi di aneddoti, riflessioni e aggiornamenti. Spero che questa lettera vi raggiunga in piena salute e nella consolazione di una fede sempre robusta e viva.

Mentre vi scrivo, è il 4 dicembre, memoria di San Francesco Saverio, il quale, insieme a Santa Teresa di Lisieux, è il santo patrono dei missionari. Si racconta che un giorno la sua nave dovette affrontare una tempesta violenta, mentre era al largo delle coste della Malesia. L’equipaggio era pronto al peggio, ma Saverio, di fronte all’impeto delle onde, si mette a pregare e, per un atto di fede, immerge il suo crocifisso nei flutti. Subito si fa bonaccia, il vento si placa e le onde ritornano in fondo al mare, come accompagnate da una mano nascosta.

La gioia di Saverio sarebbe stata incontenibile, se non fosse che il suo crocifisso gli scivola dalle mani, sprofondando tristemente negli abissi. La tempesta era passata, ma una profonda tristezza avvolse l’anima del santo.

Arrivato a destinazione, il mattino seguente, all’aurora, il santo missionario, da solo, si mette a salmodiare lungo la spiaggia. Ed ecco che da lontano vede avvicinarsi un granchio, che lentamente esce dal mare, mentre le prime luci del giorno lambiscono le acque increspate dal vento. L’umile creatura si avvicina al santo, ripone il prezioso crocifisso perduto nelle sue mani e ritorna sui suoi passi, non prima però di aver ricevuto da Saverio l’ultima benedizione.

Lascio alla vostra discrezione decidere se questo aneddoto sia storia o leggenda. A me piace pensare che sia storia. A parte la santità di Francesco Saverio, che non oso neanche considerare, quelle passeggiate matutine sulle spiagge della luce mi sono molto note e le auguro a tutti voi dal profondo del cuore. Quando ci si dedica alla riflessione, il nostro lavoro è risvegliato da una sapienza arcana, specie quando ci si dedica con passione a leggere i tre grandi testi sacri, il libro della vita, il libro della natura e, il più sacro di tutti, quello della Rivelazione.

E adesso cambiamo registro e torniamo coi piedi per terra. Avrei voluto riempire questa pagina descrivendovi l’inizio dei lavori del mio nuovo progetto, ma qui il tempo non tiene il passo dei desideri. Vi ricordate… stiamo pensando a un convitto che ospiterà qualche studente bisognoso della grande città di Addis Abeba. Siamo ancora nella fase di acquisizione del terreno e tuttavia spero di potervi dare presto qualche notizia più concreta a riguardo. Il lavoro procede e molto probabilmente nel giro di pochi giorni mi verrà affidato il terreno. Nel frattempo, non mi mancano le occasioni di bene nel quotidiano e questo grazie al vostro buon cuore.

Vi auguro ogni bene. La natività del Figlio di Dio e di Maria vi faccia riscoprire l’atmosfera delle cose piccole e umili, come l’Infinito che si è fatto Umile, perché non ciò che è grande, ma gli atti nascosti di benevolenza e amore, tengono al largo le tenebre.

Un fraterno abbraccio. Don Ermanno